Assunzioni under 36: gli sgravi per i datori di lavoro.

La legge di Bilancio 2021 ( legge n° 178 del 30.12.2020, articolo 1 commi da 10 a 15), entrata in vigore il 01 Gennaio 2021, prevede benefici contributivi per le assunzioni di giovani che non ancora compiono 36 anni di età e che non hanno mai avuto un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nell’arco della loro vita lavorativa. Lo sgravio totale è riconosciuto per le assunzioni a tempo indeterminato (anche part-time) e per le trasformazioni dei contratti a termine effettuate tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2022.

Non sono incentivati i contratti di apprendistato, i rapporti di lavoro domestico, nonché quelli con personale con qualifica dirigenziale. Le agevolazioni contributive sono soggette all’autorizzazione di Bruxelles.

Il beneficio viene riconosciuto nella misura del 100% dei contributi Inps a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di 6.000 euro l’anno, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. L’esonero contributivo viene elevato ad un massimo di 48 mesi in favore dei datori di lavoro che effettuino assunzioni in una sede di lavoro od una unità produttiva (identificabile, a mio avviso, con la matricola INPS) ubicata in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Quando spetta l'esonero

L'esonero spetta nei seguenti casi:

  • I datori di lavoro non abbiano proceduto nei 6 mesi antecedenti a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 della legge n. 604/1966 (ragioni inerenti all’attività produttiva, alla organizzazione del lavoro ed al regolare funzionamento di essa) o a procedure collettive di riduzione di personale ai sensi degli articoli, 4, 5 e 24 della legge n. 223/1991 che abbiano riguardato lavoratori inquadrati con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva. Giova ricordare che, fino a 6 mesi dal recesso sussiste un diritto di precedenza ai sensi dell’art. 15, comma 6, della legge n. 264/1949;
  • I datori di lavoro non procedono, nei 9 mesi successivi all’assunzione, a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o a procedure collettive di riduzione di personale che riguardino dipendenti con la stessa qualifica del lavoratore assunto nella medesima unità produttiva;

Lo sgravio contributivo spetta nel rispetto di quanto previsto dall’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006 e dall’art. 31 del D.L.vo n. 150/2015. Ciò significa che non viene riconosciuto se non c’è:

  • Regolarità contributiva;
  • Rispetto degli obblighi di legge;
  • Rispetto degli accordi e contratti collettivi sottoscritti delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e, se esistenti territoriali od aziendali;
  • Rispetto di obblighi preesistenti stabiliti dalla legge o dalla contrattazione collettiva;
  • Rispetto di diritti di precedenza;
  • Rispetto dei lavoratori posti in integrazione salariale, a meno che l’assunzione non sia di livello diverso rispetto al lavoratore assunto con l’incentivazione o riguardi un’altra unità produttiva;
  • Rispetto della disposizione che vieta l’assunzione di lavoratori licenziati nei sei mesi antecedenti da datori di lavoro in rapporti di collegamento o controllo o da aziende facenti capo alla stessa proprietà anche per interposta persona.