Buoni pasto esenti anche per lo smart working.

Il regime agevolativo dei buoni pasto è stato riconosciuto anche ai lavoratori agili, ciò è emerso da una risposta a interpello (956-2631/2020) delle Entrate.

L’Amministrazione ha osservato che la ratio sottesa al regime fiscale di cui all’articolo 51 del Tuir, è ispirata dalla volontà del legislatore di detassare le erogazioni effettuate dal datore di lavoro collegate alle esigenze alimentari del personale che durante l’orario di lavoro deve poter consumare il pasto (risoluzione 118/2006).

Richiamando anche il Dm 122/2017, l’Agenzia delle Entrate, ha poi aggiunto che il buono pasto può essere corrisposto da parte del datore in favore dei dipendenti assunti, sia a tempo pieno che a tempo parziale, ivi incluse le ipotesi in cui l’articolazione dell’orario di lavoro non preveda una pausa per il pranzo.

In assenza di specifiche restrizioni, l’esenzione in questione è riconosciuta, a prescindere dalle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa. Perciò i buoni pasto assegnati ai lavoratori agili non possono che scontare il regime agevolativo.